Chi sono

Margherita Grasselli nasce a Perugia il 27 ottobre 1970. Terminati gli studi con laurea in Scienze Politiche conseguita nel 1994 nell’ateneo della sua città, nel 1995 si sposa e si trasferisce a Roma.

La nascita di due figli la porta ad un inserimento attivo nel campo del volontariato, rendendola molto attenta e sensibile ai problemi legati all’infanzia e all’universo femminile, soprattutto in Africa, e segnatamente in Malawi, dove si reca ogni anno dal 2003.

Nel 2004, insieme ad un’amica, fonda la onlus AFRICA SOTTOSOPRA che sta realizzando vari progetti in loco, grazie anche al sostegno di amici e di quanti hanno avuto modo di conoscerne e apprezzarne l’operato.

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Sin da ragazza manifesta una spiccata passione per l’arte e resta particolarmente colpita dalle opere di Marc Chagall, pittore di mondi fiabeschi, immaginari, che parlano di realtà difficili, di vite tormentate, sulle quali veleggiano i personaggi dei suoi quadri, librandosi leggeri nell’aria verso quel sognato paradiso dove anima e sensi trovano pace.

Questa passione la porta sovente a Parigi dove già un’estate era stata a studiare per scoprire nei suoi attraversamenti visioni ed interpretazioni di mondi diversi che sembrano voler annullare la loro identità.

Parigi la ha affascinata e continua ad emozionarla per quella mescolanza che la rende unica. Una metropoli al plurale dove tante città vivono una accanto all’altra, dove l’artista ama muoversi rivivendo le impronte del passato, di quello degli altri e soprattutto il proprio.
Verso i vent’anni data il suo interesse per l’arte contemporanea interesse che la vede curiosa e attenta nei confronti di un universo artistico nuovo e coinvolgente.

Le numerose e ripetute visite alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali italiane ed europee, nonché la scoperta dei più grandi Musei di Arte Moderna e Contemporanea in vari paesi del Mondo stimolano il suo sempre maggiore coinvolgimento in questa specifica dimensione dell’arte, rendendola altresì maggiormente consapevole e convinta del rilevante impatto sociale di cui essa è portatrice.

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E’ il 1999 quando l’artista svizzera Pipilotti Rist pre
senta alla Biennale di Venezia una creazione che rimarrà sempre impressa e viva nella memoria artistica di Margherita; l’opera “Bolle di Sapone” presenta uno straordinario richiamo all’effimero rappresentato da uno “spruzzo” di bolle che fluttuano a mezz’aria per tutta Venezia.

Sono steroidi lattiginosi e iridati, grandi come meloni, gocce gravide del loro stesso peso che riflettono ciò che le circonda. Queste bolle giganti escono quando vogliono dall’oblò di una enorme lavatrice.
La gente aspetta che vengano fuori, le segue nel loro viaggio dall’aria all’acqua della laguna di Venezia, le vede pattinare e poi scoppiare, con tutto il loro carico di realtà riflessa.

Nasce da qui il desiderio di Margherita di rappresentare in qualche modo i disagi e le difficoltà della vita quotidiana e dei sentimenti che l’accompagnano, di plasmare personaggi o strane entità che risveglino in ciascun spettatore il proprio vissuto.

Azioni, performances, video installazioni, tende, stracci, sculture ambientali (land-art) di ogni genere e tipo per lei restano sempre favole da ascoltare, non opere da guardare di traverso, chiedendosi se siano solo divagazioni soggettive dell’autore incapaci di comunicare davvero qualcosa, oggetti inutili nati dal narcisismo di chi le crea.

L’arte non è mai stata inutile ed è per questo che nel pensiero di Margherita quattro bolle di sapone gigantesche o un po’ di stracci ricamati possono avere molto da raccontare, basta porre loro delle domande e aspettarne le risposte.

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Nel 2000 scopre a Roma la pittrice Rossana Borzelli che diventerà la sua preferita, nonché ispiratrice di alcune sue sculture.I quadri di Rossana che rappresentano donne goffe e leggere, apparentemente inespressive, trasmettono infatti a Margherita il grande desiderio di farle uscire da quelle tele che ricoprono gran parte delle pareti della sua casa.

Decide quindi di iscriversi ad un corso di scultura. Siamo nel 2006 quando casualmente visita la Galleria del Maestro Marco Severini, scultore romano, i cui corsi frequenterà per cinque anni partecipando anche agli stages da Lui organizzati per avvicinarsi alla lavorazione di materiali nuovi quali pietra e resine.

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Partecipa alle mostre di fine anno organizzate dall’Associazione Culturale Formarte presso la galleria di Via della Reginella 1, il 26 giugno 2010 e il 15 ottobre 2011.

Dalle sue esperienze in Africa nascono Veste (2007) II vuoto dentro (2008) Non parlo (2008), Children’s fair (2012).

Luna Piena, (2009) Armonico/Organico (2009) Non mi nascondo più  (2010) Migranti (2012) Linda (2013) devono la loro ispirazione alle opere di Rossana Borzelli.

Nel 2010, in occasione del matrimonio di una cara coppia di amici realizza l’opera Chiara e Gianlu.

Dal marzo 2013 con un gruppo di scultori amici di studi e di vita, soprattutto di vita, Margherita ha aperto a Roma la galleria Liberarte in Trastevere, in via dei Salumi 49, zona Trastevere, dove lavora e organizza mostre proprie e collettive, nonché personali di giovani artisti desiderosi di farsi conoscere.

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